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Volpoca (Tadorna tadorna)
La Volpoca (Tadorna tadorna, Linnaeus 1758) è un uccello della famiglia degli Anatidae.
Morfologia
Le differenze tra le volpoche e le casarche sono, dal punto di vista strutturale, abbastanza insignificanti: il becco del maschio si distingue per una gobba che compare al tempo della propagazione e sparisce completamente dopo di essa, nonché per la maggior ampiezza della mascella superiore; le ali delle volpoche sono inoltre un po' più corte di quelle delle affini, e le loro zampe più piccole. Per quanto riguarda i colori del piumaggio, testa e collo sono di una lucente tonalità verde-
Distribuzione
Sulle coste del Mare del Nord e del Baltico quest'anatra è tra le specie più comuni della famiglia; verso nord essa arriva all'incirca fino al centro della Svezia, e verso sud fino al Nordafrica, dove durante l'inverno si incontra a volte in moltitudini incalcolabili; la si è inoltre osservata sulle coste della Cina e del Giappone, in tutti i maggiori laghi della Siberia e del centro dell'Asia.
Alimentazione
Attratta soprattutto dalle acque marine e salmastre in genere, la volpoca cerca tra i vegetali che crescono in loro prossimità la base della propria alimentazione; ha però bisogno di una certa dose di cibo animale per mantenersi in buona salute.
Riproduzione
Il nido viene posto sempre ed esclusivamente nelle cavità del terreno. A questo proposito, è piuttosto singolare il fatto che l'anatra vada a scegliersi le tane profonde e oscure che le volpi, i tassi e gli altri animali dello stesso genere scavano per ospitarvi la loro prole, e conviva senza danno con questi ospiti che, per loro natura, dovrebbero essere portati ad attaccarla e ad ucciderla. Ciò non succede, viceversa, che in casi molto rari; e la ragione va probabilmente ricercata nell'estrema decisione con cui la volpoca sa difendere sé stessa, le proprie uova ed i propri piccoli contro le altrui violenze. Sta di fatto, ad ogni modo, che le tane di volpe e di tasso che scendono nel terreno in prossimità delle rive del mare e dei laghi sono regolarmente messe a profitto per la deposizione delle uova e l'incubazione; per favorire le quali, in certe località del nord gli stessi abitanti provvedono a scavare delle cavità artificiali, ammassando nei loro paraggi parecchio materiale vegetale destinato ad essere usato dalle coppie per l'edificazione del nido vero e proprio. Le covate comprendono, di norma, da sette a dodici uova: se l'uomo, come spesso succede, non interviene a sottrarle man mano che vengono deposte per cibarsene o darle a covare in cattività, esse possono raggiungere il limite di venti o trenta unità. L'incubazione dura all'incirca per ventisei giorni, dopo di che la madre conduce i suoi piccoli verso la più vicina zona acquitrinosa per insegnar loro a muoversi nell'acqua ed a procacciarsi il cibo.
Fonte WIKIPEDIA