Gazza o gazza ladra (Pica pica) - Terra di Maremma

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Gazza ladra (Pica pica)


La gazza o gazza ladra (Pica pica, Linnaeus 1758) è un uccello della famiglia dei corvidi.

Descrizione
Il suo piumaggio è bianco e nero e ha dei riflessi che possono variare, a seconda della luce, dal grigio al verde metallico. I sessi non si distinguono esteriormente. Le gazze raggiungono un peso che va dai 200 ai 250 g e sono generalmente lunghe circa 45 cm.

Rappresentazioni artistiche
La gazza è stata artisticamente immortalata dal noto pittore cinese della Dinastia Song Cui Bai, che nel 1061 dipinse la famosa tela La lepre e due gazze.

Mitologia
Nella mitologia germanica la gazza era la messaggera degli dei ed anche l’uccello della dea della morte Hel e per tale ragione venne creduta uccello del malaugurio. Nel medioevo, in Germania, veniva considerata uccello delle streghe ed anche uccello del patibolo.

Le gazze sono attratte dagli oggetti luccicanti, cosa che hanno in comune con molti uccelli rapaci. La fama di ladre, la si può riscontrare anche nella famosa opera di Gioacchino Rossini, La gazza ladra (1817). La loro fama forse è da attribuirsi al fatto che spesso sono state osservate mentre nascondevano oggetti metallici, o forse perché per natura depredano i nidi degli altri uccelli.

Biologia

- Alimentazione

Le gazze si nutrono di carogne, frutti, ragni, insetti, ma anche di uova e nidiacei di altri uccelli.

- Riproduzione

Le gazze si prendono cura dei loro piccoli e delle loro uova in nidi costruiti sugli alberi, [non chiaro]da dove sorvegliano la zona. Depongono dalle 4 alle 8 uova per volta. I genitori si prendono cura della prole per 22-24 giorni, dopodiché i piccoli imparano a volare e lasciano il nido.
Il nido è formato da due parti:
  • la coppa, costituita da un intreccio di ramoscelli tenuti insieme da fango e rivestita internamente con uno strato di sottili fili di erba
  • la copertura, costituita solo da ramoscelli intrecciati.
I ramoscelli che circondano la coppa hanno lo scopo di ancorare la struttura ai rami della pianta che ospita il nido; essi vengono posati in stretta collaborazione tra il maschio e la femmina: uno tiene in posizione il ramoscello da sistemare e l'altro provvede ad intrecciarlo con gli altri ramoscelli del nido e con i rami dell'albero..

Fonte WIKIPEDIA

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